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July 18 ...Russia...Credo che qsto tema sia perfetto x congedarmi da internet e dal mio blog x qualke mese. Quest' intervento ke, mentre ascolto piena di curiosità "Leningrado" di Sostakovic, dedico alla meravigliosa settimana appena trascorsa nel paese degli zar e della rivoluzione. Il paese del grande freddo e del ghiaccio profondo, delle montagne, dei grandi mari e fiumi, delle nevi eterne della Siberia quasi ai confini della civiltà cosidetta, intesa come il nostro mondo occidentale. Il paese ke tocca l'Oriente, sbocca in Cina e poi ritorna, verso l'altera Finlandia e poi ancora giù per gli U'rali, come li kiamano loro. In una parola, il paese più grande del mondo, grande protagonista della storia del XX secolo ma non solo di quello.
La Russia è ancora molto spaventata da questo nostro mondo, lo si legge negli occhi dei fedeli visti nelle splendide chiese ortodosse, semplici o ricamate di luce al modo loro, con le fulgide colonne verdi di malachite o quelle rosse e nere di granito che svettano a riconquistare un 'paradiso perduto' fino agli anni '90. La povertà è estrema, gli anziani kiedono l'elemosina per strada o vendono fiori: sulla Piazza Rossa non ce l'ho fatta a trattenermi alla vista di una vecchia russa che vendeva piccoli mazzolini di fiori con un viso stanco e bisognoso e, senza sapere bene come fare, kiudendo in me le lacrime ke sentivo salire al cospetto di questa ingiustizia - io lì turista beata e lei povera mendicante anziana - quasi correndo verso di lei a passo marziale, le ho donato quei rubli che avevo in mano. Lei orgogliosa non li voleva, voleva darmi i fiori. L'ho guardata supplicandola, in una prospettiva umana in cui non esistono lingue, ma solo attitudini universali, di permettermi di fare una minima cosa per lei, in quella giornata casuale ke ci aveva fatte incontrare. E son scappata via.
Mosca è un miracolo di magnificenza e colore, conserva un' anima propriamente russa che sa di Grecia e Oriente. Il mio mondo! Ho pianto quando l'ho dovuta lasciare, imprimendo in me le splendide e perentorie immagini della Madonna di Kazan, di quella di Smolensk e della Vergine Ogiditria, che ho ritrovato qui a Palermo sotto palazzo dei Normanni. I cori russi! Melodie dell'anima. Penso ke mai + permetterò alla mia testa annebbiata di cancellare il suono angelico del coro che a San Basilio ci ha illuminato con un pezzo a cappella di Rachmaninov.... pensavo ad occhi kiusi, davanti a quella bella iconostasi lignea, a quanto è meraviglioso il creato, perdendomi nella musica ke da lì saliva letteralmente al cielo. Come Iluvatar che nel Silmarillion di Tolkien crea l'universo cantando. Come non ho mai dimenticato le mendicanti cieche, proprio cieche, non solo ceche, che a Praga ci illuminarono cantando a un angolo di strada: quando un canto vero, polifonico, mi sorprende e mi trova, dispersa in attività quotidiane sulla terra, io non capisco + niente e l'anima si rasserena, solo per quei pochi istanti.
San Pietroburgo è il cuore freddo dell'Europa: bellissima, imperiale, ma non è Mosca.
Strade lunghe e palazzi magniloquenti, ma è tutto '700 esco. L'Ermitage ha bellissime collezioni davvero invidiabili, ma straripa di italiani, sia quadri ke turisti!
...e quanti giapponesi!!!!! E quanta felicità da parte mia :)))
Ho sentito l'Oriente per davvero, un vento leggero che spirava ogni tanto verso il sole, sempre + ad est.
E volti di transcaucasici, uzbeki neri dalla nuca piatta, e altri orientali misteriosi di cui potevo solo azzardare la provenienza, persi nelle loro lingue mute al mio cuore, il cui suono però risvegliava antiche idee di Samarcanda, Armenia e... transiberiana!!!!!!!!!! ^^ TrackbacksThe trackback URL for this entry is: http://hathorankh1984italy.spaces.live.com/blog/cns!F7B7DAACDEA6A53!5461.trak Weblogs that reference this entry
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