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October 19 Brevemente, fra mille k m girano in testa, m fermo a 2 consideraz, una generale, di cui posto qui solo la punta dell'iceberg k in qsta fase della mia vita così tumultuosa sto esaminando, cercando in mz alla corsa quella pace di ki HA IL TEMPO x sorseggiare il the aspettando ke l'orizzonte rosseggi, senza pensare nel frattempo ad altro; e un'altra sportiva, come la nuova immagine k ho scelto.
Amo molte cose, e m kiedo spesso se STORIA, la scelta k ho fatto e ke, al 90%, confermerò, sia riassuntiva o risolutiva d tutte le mie "passioni e interessi" (stavo mettendo la nota x citare Haussman! XD). Un bagliore in testa: SIAMO QUELLO KE ABBIAMO MESSO DENTRO DI NOI, fra cui anke gli studi; per cui, la visione k ho adesso del mondo e ke m piace, cn la quale sn, oltre ke in Verità, anke in rapporto AFFascinato, è frutto anke dei miei studi, e letture, anke collegate a qsti, onostante io m impegni da sempre a ricavarmi canali alternativi perkè sn fondamentalmente eclettica e m piace farlo, respirare tante 'arie'. E questo m sta bene, xk io so ke, oltre a Storia, x ki ha tempo di 'attraversare' la mia mente, il mio Spirito Loquace, io sono anke Altro ^^.
The other consideration, little, è sul match d ieri sera. Roma poco cattiva e volenterosa, Milan x lunghi tratti drammatico ma alla fine arrembante e vittorioso nella sua disperazione. Dispiace, da romanista, aver perso questi punti ke potevano signifare 1 altra cosa '+ su' x noi, in qsto campionato. L'arbitraggio è stato pessimo (rigore x il Milan ed espuls del suo giocatore Ambrosini inesistenti, quasi una compensazione falsante operata da Rosetti; ce n'era uno netto x la Roma). Ma cmq, la vita è anke bella xk il calcio conta poco... "anke se fingo di NO"!!! ^^ Saludos. Al prossimo spiraglio!
October 05
...non è buffo che,
per alludere al tempo d'attesa,
i computer usino la Clessidra,
che non appartiene più alla nostra vita reale da generazioni?
...falsi misteri di una semiologia
che a volte,
quando non sono ANCORA lucida dalle vie del sogno,
mi sfugge... .
[... che cosa unisce questi due estremi di universo? un mondo in cui s'aveva 'tempo' per aspettare il lento scivolare della sabbia d'oro, e QUESTO MONDO, dove la parola 'tempo' è solo un negativo fotografico che tentiamo di ingannare... medito.]
September 29 tra le mie tante passioni, le 'cose' ke m fanno fremere, qual è quella centrale, credo potrei benissimo rispondere cn quest'immagine ^_^
Adesso, dopo aver concluso brillantemente il mio primo lunedì, posso dire: ke bello! Sento di nuovo quella sensazione lucente addosso e dentro me, la Grazia ^_^ E sn felice. C'è d nuovo un senso, oltre le nubi. Il lavoro, qlq esso sia, fatto cn amore e sacrificio, dove metto ogni goccia di sangue e sudore, m rende viva e sempre più vogliosa di fare d +. In armonia col mondo. Adesso rifiato solo un attimo, m concentro in me e poi riprendo... ad amare il Tutto! ^_^ July 18 Credo che qsto tema sia perfetto x congedarmi da internet e dal mio blog x qualke mese. Quest' intervento ke, mentre ascolto piena di curiosità "Leningrado" di Sostakovic, dedico alla meravigliosa settimana appena trascorsa nel paese degli zar e della rivoluzione. Il paese del grande freddo e del ghiaccio profondo, delle montagne, dei grandi mari e fiumi, delle nevi eterne della Siberia quasi ai confini della civiltà cosidetta, intesa come il nostro mondo occidentale. Il paese ke tocca l'Oriente, sbocca in Cina e poi ritorna, verso l'altera Finlandia e poi ancora giù per gli U'rali, come li kiamano loro. In una parola, il paese più grande del mondo, grande protagonista della storia del XX secolo ma non solo di quello.
La Russia è ancora molto spaventata da questo nostro mondo, lo si legge negli occhi dei fedeli visti nelle splendide chiese ortodosse, semplici o ricamate di luce al modo loro, con le fulgide colonne verdi di malachite o quelle rosse e nere di granito che svettano a riconquistare un 'paradiso perduto' fino agli anni '90. La povertà è estrema, gli anziani kiedono l'elemosina per strada o vendono fiori: sulla Piazza Rossa non ce l'ho fatta a trattenermi alla vista di una vecchia russa che vendeva piccoli mazzolini di fiori con un viso stanco e bisognoso e, senza sapere bene come fare, kiudendo in me le lacrime ke sentivo salire al cospetto di questa ingiustizia - io lì turista beata e lei povera mendicante anziana - quasi correndo verso di lei a passo marziale, le ho donato quei rubli che avevo in mano. Lei orgogliosa non li voleva, voleva darmi i fiori. L'ho guardata supplicandola, in una prospettiva umana in cui non esistono lingue, ma solo attitudini universali, di permettermi di fare una minima cosa per lei, in quella giornata casuale ke ci aveva fatte incontrare. E son scappata via.
Mosca è un miracolo di magnificenza e colore, conserva un' anima propriamente russa che sa di Grecia e Oriente. Il mio mondo! Ho pianto quando l'ho dovuta lasciare, imprimendo in me le splendide e perentorie immagini della Madonna di Kazan, di quella di Smolensk e della Vergine Ogiditria, che ho ritrovato qui a Palermo sotto palazzo dei Normanni. I cori russi! Melodie dell'anima. Penso ke mai + permetterò alla mia testa annebbiata di cancellare il suono angelico del coro che a San Basilio ci ha illuminato con un pezzo a cappella di Rachmaninov.... pensavo ad occhi kiusi, davanti a quella bella iconostasi lignea, a quanto è meraviglioso il creato, perdendomi nella musica ke da lì saliva letteralmente al cielo. Come Iluvatar che nel Silmarillion di Tolkien crea l'universo cantando. Come non ho mai dimenticato le mendicanti cieche, proprio cieche, non solo ceche, che a Praga ci illuminarono cantando a un angolo di strada: quando un canto vero, polifonico, mi sorprende e mi trova, dispersa in attività quotidiane sulla terra, io non capisco + niente e l'anima si rasserena, solo per quei pochi istanti.
San Pietroburgo è il cuore freddo dell'Europa: bellissima, imperiale, ma non è Mosca.
Strade lunghe e palazzi magniloquenti, ma è tutto '700 esco. L'Ermitage ha bellissime collezioni davvero invidiabili, ma straripa di italiani, sia quadri ke turisti!
...e quanti giapponesi!!!!! E quanta felicità da parte mia :)))
Ho sentito l'Oriente per davvero, un vento leggero che spirava ogni tanto verso il sole, sempre + ad est.
E volti di transcaucasici, uzbeki neri dalla nuca piatta, e altri orientali misteriosi di cui potevo solo azzardare la provenienza, persi nelle loro lingue mute al mio cuore, il cui suono però risvegliava antiche idee di Samarcanda, Armenia e... transiberiana!!!!!!!!!! ^^ June 29
http://www.repubblica.it/2009/06/sezioni/spettacoli_e_cultura/reality-book/reality-book/reality-book.html
SPETTACOLI & CULTURA
Esce "il Ladro di anime" e in rete si sfida il killer: è l'ultima frontiera della promozione
Benvenuti nel reality book: e il libro continua su internet
di MAURIZIO BONO
Cosa diavolo possiamo metterci "in più"? Con le librerie sovraffollate da decine di novità al giorno, la domanda è diventata ossessione per chiunque, autore o editore, tenga un romanzo a battesimo. Perché da "quell'extra" può dipendere il successo sul mercato. "In più", Il ladro di anime di Sebastian Fitzek, 500mila copie vendute in Germania e pubblicato ora in Italia dal piccolo editore Elliot (anche nella convinzione dei grandi che un best seller tedesco da noi capita ogni morte di papa) ha un post-it: cinque centimetri per quattro, giallo standard, appiccicato una a una su 15mila copie di tiratura, tra pagina 288 e 289. Quando il lettore se lo trova davanti al naso, dovrebbe ormai essere pronto ad abboccare: per arrivare fin lì è passato attraverso gli spaventi e gli incubi a ripetizione di uno psychothriller senza risparmio, figlio di atmosfere alla Stephen King (omaggiato a pagina 186), che si dipana per un'interminabile notte della vigilia di Natale in una clinica psichiatrica berlinese isolata da una tempesta di neve. Chiusi lì dentro, tre pazienti con vari squilibri, due infermieri e due dottori sospetti giocano a un sanguinoso acchiapparello con un serial killer psicopatico che ipnotizza le sue vittime fino alla morte apparente irreversibile, seminando indovinelli macabri per rendere più appassionante la caccia. Sembra un videogame? Fuochino. Perché in realtà il videogame (per gli esperti, più esattamente l'"Alternate reality game") sta solo per cominciare: sul post-it giallo c'è un indirizzo e-mail, scrivendo al quale si ottiene la parola d'ordine per entrare in un sito dove Fitzek e una squadra di informatici hanno allestito una clinica della morte virtuale. E lì la sfida al killer, tra nuove paure e indovinelli sempre più difficili, continua.
Funziona, il complicato meccanismo di "fidelizzazione"? In Germania lo ha fatto così bene che Fitzek è diventato un fenomeno dell'anno (è appena uscito il suo nuovo titolo, "Splitter") e inventato un sottogenere: il neuro-romanzo dove l'arcicattivo manipola la mente tanto delle vittime che dei lettori, mentre decine di blog dissertano sulla possibilità di nascondere ordini post-ipnotici tra le righe di un romanzo. Ma qualcosa di simile, nel campo del marketing librario, ha cominciato a succedere con una certa frequenza negli Stati Uniti, anche se ogni caso fa un po' storia a sé. Il primo è stato quasi due anni fa Thirteen reasons why, romanzo per "young adults" di Jay Asher sul suicidio della sedicenne Hannah Baker, che si è lasciata dietro tredici audiocassette di accuse ai compagni di scuola. Abbastanza scabroso e d'attualità da finire in qualche settimana in classifica, ma soprattutto da far venire all'editore Razorbill, marchio di Penguin group, l'idea di una campagna pubblicitaria che ha invaso YouTube: video con un registratore che recita i messaggi post-mortem della ragazzina con la voce dell'attrice Olivia Thirlby (quella che faceva la migliore amica della protagonista in "Juno"). Risultato: 158 mila copie vendute e ritorno trionfale in classifica, al terzo posto. Più vicina al caso Fitzek e già un passo oltre YouTube, la carriera di best seller di Cathy's book, giallo per teen ager sulla scomparsa dell'adolescente Cathy, che i lettori sono stati invitati a rintracciare attraverso un "Alternate Reality Game" che inizia su internet ma continua nella vita concreta: si può chiamare telefono della casa di Cathy per far domande su particolari utili all'indagine, lasciare messaggi e dar consigli agli amici che nel libro la stanno cercando. In breve, 1000 giocatori on line, settimo posto tra i best seller del New York Times, un sequel nel 2008 e un terzo episodio, Cathy's Ring, uscito da poche settimane. Ultimo caso, di questo mese, Personal effects: Dark art di J. C. Hutchins, thriller sovrannaturale su un sensitivo che forse vede delitti o forse li commette con la mente, garantito come ispirato "un terzo a Dottor House, un terzo a CSI, e un terzo a X-Files", copertina imbottita di numeri di telefono da comporre, cartoline da scrutare per carpire indizi e indirizzo del più perfezionato (finora) alternate reality game in campo. Un modo di costruire sul web una sorta di sequel, come fa il cinema, così come, tra i modi per promuovere un libro, c'è anche quello di anticipare il primo capitolo (una sorta di prequel), distribuendolo gratuitamente. Per far affezionare i lettori e invogliarli all'acquisto dell'opera completa. L'ultimo caso, il più clamoroso, è quello di Zia Mame di Patrick Dennis: l'Adelphi ha distribuito 10mila libretti con il primo capitolo in librerie e locali. In una settimana il libro è già arrivato a 20mila copie. La Bompiani l'ha fatto con Il lupo di Joe Smith allegando ad alcune riviste. E l'aveva fatto anche Fazi con Mia sorella è una foca monaca di Frascella. Ma qui il marketing si ferma alla carta. Ciò che distingue Il ladro di anime di Fitzek dai predecessori, è tuttavia un dettaglio non trascurabile: giurano gli editori tedesco e italiano che se funziona è perché non è stato inventato a tavolino dai maghi dell'informatica, ma è cresciuto da solo, con la sola spinta del post-it. All'inizio dietro c'era appena un risponditore automatico che sfornava indovinelli aggiuntivi a quelli del libro, poi la quantità di mail arrivate si è fatta così imponente, e YouTube così pieno di filmati realizzati spontaneamente dai fan, che la casa editrice Droemersche si è convinta a investire nel game. Per dire che anche l'alternate reality game più sofisticato sotto sotto ha qualcosa del vecchio gioco dell'oca: sondando le ragioni del suo successo arrivi alla casella "torna all'inizio", e all'inizio c'è l'antico passaparola, l'araba fenice dell'editoria di tutti i tempi. Simone Caltabellotta, l'editor di Elliot che ha comprato Fitzek, non se lo nasconde: "Speriamo che scatti. Pronti anche noi a incrementare l'impegno on-line man mano che le vendite procedono, passando magari dal game nel sito tedesco a una versione tutta italiana". Intanto, per propiziare l'incantesimo, sono partiti con blitz di sapore situazionista: venerdì in una ventina di librerie in sei città si sono presentate coppie di figuranti vestite da psichiatra e paziente, per distribuire post-it gialli e inviti alla lettura. Nelle principali città tedesche, Fitzek l'anno scorso lo faceva di persona, presentandosi sporco di sangue finto e fasciato da una camicia di forza, su una sedia a rotelle spinta da nerboruti infermieri. Roba da far passare per timido Federico Moccia, che in questi giorni per lanciare il suo nuovo Scusa ma ti voglio sposare (Rizzoli) invita on line i fan a partecipare a "feste di nozze" in discoteca a Roma, Bari e Milano. ( 29 giugno 2009) June 25
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Vanna Vannuccini:
Vince Ahmadinejad, rivolta e arresti a Teheran (“la Repubblica”, 14 giugno 2009)
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«Questo sarà ricordato come il giorno in cui la Repubblica islamica è morta, perché la volontà popolare è stata brutalmente confiscata». Vicino alla sede del comitato elettorale di Moussavi, il candidato che finoa ieri sera tutti erano sicuri avesse vinto perché tutti sapevano di averlo votato, un signore mi apre rapidamente il portone. Subito lo richiude per offrirmi riparo contro una squadra di sgherri in motocicletta che fanno un carosello per la via Mirhad divertendosi a buttare la gente contro il muro. Molti giovani erano venuti qui venerdì sera per festeggiare, dopo l’annuncio di Moussavi di essere «definitivamente il vincitore» delle elezioni, una cosa che del resto era chiara a tutti. Ma verso mezzanotte, inopinatamente, l’agenzia Irna aveva annunciato il primo dato parziale che dava la vittoria a Ahmadinejad, e da quel momento era cominciata un’ascesa inarrestabile che si è conclusa nel pomeriggio di ieri con la comunicazione da parte del Ministero dell’Interno dei risultati finali: un grandioso 62,6 per Ahmadinejad, 33,7 Moussavi, e due per cento complessivo per gli altri due sfidanti, l’hojatoleslam riformista Karroubi e l’ex comandante dei pasdaran Mohsen Rezai. «Oggi è una giornata di lutto» ha detto Karroubi. Rabbia, dolore, umiliazione per essere stati così sfacciatamente presi in giro, vergogna per le parole del Leader Supremo che ha definito «benedizione divina», e perfino «una festa» l’elezione di Ahmadinejad: il giorno dopo Teheran vive ore di angoscia. Tanta menzogna è intollerabile. Fino al pomeriggio la gente aveva sperato che un colloquio annunciato di Moussavi e Rafsanjani con Khamenei riportasse indietro gli orologi e la verità al suo posto. Ma la dichiarazione del Leader nel pomeriggio hanno ucciso ogni speranza. Ho visto delle ragazze piangere, e non solo per essere state colpite dai manganelli della polizia. Teheran era un’altra stamattina. Una città dopo un colpo di Stato. Poliziotti dappertutto, cittadini perfettamente consapevoli dell’immensa frode elettorale di cui sono vittime e spaventati: non vada avanti, mi fermavano, lei è straniera, non si rende conto di che gente è, questi non fanno differenza se uno è giornalista, ne ho appena visto uno che strappava di mano a un cameraman il permesso stampa. «Oggi le regole sono cambiate», mi ha bloccato un poliziotto, «anche chi ha il permesso non può passare». Mentre i giovani sulla via Mirhad gridavano «Bugiardi! Bugiardi!»,è partita la polizia speciale in motocicletta. Sembrava di essere tornati al 18 Tir. Quel9 luglio del 1999 che segnò il primo atto di un’offensiva che mirava a schiacciare ogni possibilità di cambiamento. Le stesse facce da killer di allora, occhi spiritati da cocainomani, energumeni reclutati tra la peggiore canaglia, che picchiano con odio, per il piacere di picchiare. Anche una interprete che lavora con i giornalisti italiani (in questi giorni col TG3) è stata buttata a terra da una manganellata. In quel 18 Tir ebbe inizio un piano di lungo periodo che vede oggi il suo compimento: un piano che mirava a far fuori quella parte della vecchia guardia rivoluzionaria considerata troppo incline all’economia di mercato e a vedere l’Islam come qualcosa di spirituale separato dalla politica; e a sostituirla con un gruppo di radicali militarizzati per i quali l’Islam è un’ideologia rivoluzionaria per la difesa dei diseredati e della nazione, contro ogni riconciliazione con l’Occidente. Non a caso si era sentito dire nei giorni scorsi che l’Ayatollah Mezbah-Yazdi, il tutore di Ahmadinejad che di quel piano è l’architetto, aveva emesso una fatwa che benediva la fabbricazione di voti a favore del presidente. Nessuno ci aveva fatto veramente caso perché tutti tendono a sottovalutare Ahmadinejad: «Doktòr, vattia far curare», era scritto sui cartelli dei giovani quando la polizia, fin all’altro ieri, li lasciava manifestare allegramente per le strade. Era stata questa allegria e questa speranza a portare alle urne l’85 per cento degli iraniani, un assoluto record. Ignari che i voti potevano venire preparati in anticipo, per essere portati al momento giusto nel posto giusto. «Dopo tutte le cose positive che Khamenei aveva detto su Ahmadinejad, avremmo dovuto capire: la Guida suprema non sta volentieri dalla parte dei perdenti», dice il signore che mi ha aperto il portone mentre aspetto di poter uscire. La sera prima, dopo che era stata annunciato il primo dato parziale a favore diAhmadinejad, aveva visto passare un gruppo di basiji che urlavano: «24 milioni di voti! 24 milioni! Già sapevano il risultato. Un risultato identico mi era stato anticipato la settimana scorsa un fedelissimo di Ahmadinejad, giornalista dell’agenzia radicale Fars, che quattro anni fa era stato il primo a scommettere sull’allora sconosciuto presidente. La polizia ha vietato le manifestazioni, chiuso per due giorni le università, annullato le sessioni di esami in corso. Ma anche ieri sera qualche migliaio di giovani si è riunito in diversi punti della via Valiasr, che era stata il luogo preferito delle dimostrazioni pre-elettorali: «Moussavi, recupera i nostri voti! Ahmadinejad, sei il più ladro di tutti perché rubi i voti del popolo!». Dal ministero degli Interni saliva un fumo nero di cassonetti dati alle fiamme. Colpi d’arma da fuoco sono echeggiati a piazza Vanak. La polizia dice di aver arrestato dieci persone. I giovani aspettano una parola da Moussavi. Ma il vincitore negato non ha potuto far altro che invitare alla calma. |
Mamme drogate
Pensate che i consumatori di cocaina siano per lo più vip, sballoni e manager rampanti? Vi sbagliate di grosso. Leggete la storia choc di Francesca, una madre di famiglia come tante, finita nel tunnel della polvere bianca
Avere un marito, dei figli, una casa da accudire. E un lavoro, magari soddisfacente. Magari fare carriera. Le donne di oggi pensano che sia un loro diritto avere tutto questo. Ma quanto è alto il prezzo da pagare quando non si ha nessun tipo di aiuto pratico? Quando il compagno è assente, i nonni sono lontani e la madre lavoratrice deve sopportare il peso di tutte le incombenze? Spesso è talmente salato il conto che arriva a distruggerti quasi la vita. Come è successo a Francesca, una mamma-moglie-lavoratrice inglese, che a un certo punto si accorge di essere schiacciata da troppe responsabilità. E cerca un aiuto - sbagliato – nella droga.
Mentre i figli più grandi sbrigavano qualche lavoretto domestico e la piccola dormiva nella cameretta al piano di sopra, Francesca Keane si prendeva la sua "pausa". Chiusa nel bagno arrotolava una banconota e in ginocchio sul pavimento tirava una riga sull’asse del wc. In un attimo le tornava tutta l’energia mancante e riprendeva il controllo della situazione: tornava in cucina e come se nulla fosse riprendeva a cucinare la cena. Uno scenario deprimente che si è trasformato in spaventosa realtà per moltissime famiglie della middle-class britannica: per la prima volta il numero di donne che abusa di cocaina ha quasi raggiunto il numero degli uomini (750mila). Ragazze under 25 ma anche madri di famiglia come la Keane, 42 anni, sposata con Simon, un musicista di 44, che ha raccontato la sua storia al Daily Mail.
Due figli di 15 e 13 anni e una di 5, una villa unifamiliare con cinque stanze da letto nel verde Berkshire: la sua non è una famiglia disagiata. Sniffava già la polvere bianca quando era una ventenne, ma una volta messa su famiglia si promette che non lo farà mai più. I problemi iniziano con la nascita del secondogenito. Si sente sopraffatta dalle responsabilità, lo stress che comporta avere un lavoro part-time, i bambini e una casa da seguire è un peso troppo grande che a un certo punto non sa più come affrontare. Ricade in tentazione durante una vacanza con gli amici. Riscopre la cocaina e si sente bene, pensa che forse una sniffata ogni tanto è quello che le serve per farsi peso delle incombenze della vita. Inizia diventando una consumatrice del weekend. Arrivata alla fine della settimana pensa che un po’ di coca è quello che si merita. Sniffa il venerdì sera nei bagni del pub dove va a bere coi sui colleghi. Ben presto finisce per tirare di coca anche durante la settimana, mentre i bambini sono occupati a fare altro. Si chiude in bagno e quando esce è pronta a pulire l’intera casa, ma quando l’effetto finisce si sente uno straccio, è terribilmente depressa. Butta via per il suo vizio 300 sterline alla settimana, finché si rende conto che le oscillazioni del suo umore non sono più gestibili, specialmente davanti ai bambini, e teme che qualcuno glieli possa portare via. Così un anno fa confessa tutto al marito e decide di contattare una clinica per disintossicarsi. Il timore di perdere il lavoro o l’affidamento dei figli ai servizi sociali sono allo stesso tempo i motivi per cui moltissime altre donne che si trovano nella stessa situazione non osano chiedere aiuto.
La storia di Sophie Finnie è simile. Anche lei madre, 39 anni, direttore di marketing, sposata con James, ha perso però il marito e la custodia dei suoi bimbi di 5 e 7 anni. «L’ironia è che sono sempre stata contro le droghe», racconta. I problemi iniziano dopo le gravidanze. Il marito era assente, le famiglie di entrambi lontane: nessuna rete di sostegno intorno a lei. «Pensavo che potevo pensare alla carriera e contemporaneamente alla mia vita familiare. Ci eravamo promessi che la nostra generazione poteva avere tutto, perché non poteva essere così? ». Inizia a drogarsi occasionalmente con un amico. Si sente addosso l’energia dei 20 anni, si sente come quando non era ancora una madre. Fa sesso col marito dopo mesi che non andavano più a letto insieme. Ma presto lui comincia a insospettirsi per quei frequenti cambiamenti di umore. Finché un giorno Sophie si fa una pista nel bagno di casa e dimentica di pulirsi il naso. James le dice che la loro relazione è finita. Ora sta seguendo una terapia settimanale per il recupero di tossicodipendenti, nella speranza che un giorno tornerà ad avere una vita normale. June 22 Lunedì. Devo staccare in pausa qualche minuto, dopo 2 h filate di studio concentrato ke x me sn assurde.
Succede, a volte, citando una canzone, ke 'sto bene solo quando sto con me', e tutto il resto mi sembra semplicemente pazzo e mi travolge: alzo lo sguardo dai libri, chiamo, chatto, entro in contatto con Altri... e mi ritrovo sconvolta da questa freddezza, da questa rabbia, acidità repressa, e non, ke sento venirmi contro, quando invece io sn così distante, così in pace, così desiderosa di 'mettere le cose al posto giusto'. La mia gentilezza naturale, la mia lotta interiore x contenere le punte ke sporgevano, è offesa da questo Male, tutto intorno a me.
Mentre, come sempre accade nelle contemporaneità della vita, sto tenendo tante situazioni ke non voglio lasciar esplodere, xkè ke 'saggia' sarei se mi limitassi a parlare di ciò in cui credo? L' Amore non è letteratura, ma è anke avere le lacrime agli occhi, di una rabbia santa e giusta, ma non lasciarla fuoriuscire se sai ke farà + male. Amore è anke l' istinto di proteggere ki ami veramente, anke a discapito di te stesso.... e della tua insonnia!
Continua a cadere la pioggia, e io la trovo meravigliosa. Come un regalo insperato, come un vento leggero e fresco che mi sfiora mentre studio, lasciando fuori i dubbi della mia vita: e, malgrado tutto questo bailamme nell'Anima, continuo a sorridere, me ne frego se i conti umani non tornano... no, io credo in Qualcosa di +, Qualcosa d' infinitamente + prezioso, x cui vale la pena vivere. Torno a studiare, sempre fiduciosa ^_^ E metto in moto il mio Cuore, anke se a volte fa un pò male. June 18 "E' giusto, tutto ciò che tutti adorano,
reputarlo una cosa sola.
Contempliamo le stesse stelle, abbiamo il cielo in comune,
siamo parte di uno stesso universo:
che importa con quale ideologia ciascuno cerchi il vero?
Non si può giungere
per una sola via
ad un mistero così grande"
Simmaco, Relatio III June 16 Mi metto al lavoro 'di buona lena', stamattina ho sentito la sveglia, evvai! Oggi mi tocca Seneca, che dire che stra'adoro è dire poco. Ieri notte stavo x terminare il libro anti-opus dei, sempre + skifata. Inorridita di fronte a ki usa Dio x le sue nefandezze. E, a ben guardare, il mondo è ed è sempre stato pieno di questi loschi figuri che, in nomine Patris, uccidevano, fisicamente o solo nell'anima, il che non è meno grave, i 'ribelli': chi non voleva accettare (come me!) ke Dio potesse essere imprigionato in un concetto riduttivo, in dei riti ke hanno senso x ki ci crede, in delle leggi ferree dal sapore amaro e antico, spesso contrarie ad ogni logica di esapansione e Amore. Basta pensare a Cristo messo in croce dai pii ebrei, il popolo di Dio!
O, per tornare al presente, alle crociate contro i gay, i pacs etc... immischiandosi sempre nei poteri civili e nella vita delle persone, ma anke quelle ke cattoliche o cristiane nn sn, dimenticando ke, gratia Dei, viviamo un'era di benedetta secolarizzazione dove, x definizione, nn sn + permesse discriminazioni religiose. Sn offesa da qst'uso strumentale di Dio ke urta e ferisce la mia sensibilità personale, figurati Lui...! Perchè non si intromettono nella povertà del mondo? Perchè il papa come i coraggiosi manifestanti di Greenpeace non si mette davanti gli inceneritori, le industrie inquinanti, nn scomunica chi sporca, chi non fa la raccolta differenziata, ki usa le pellicce??? Dov'è la conclamata 'chiesa militante'??? Bah. Continuo a non capire, e nella mia sete inestinguibile di verità e conoscenza religiosa, faccio progetti attinenti. Vorrei fare la cult specialist proprio perchè in Italia è una figura ke ancora non esiste, cioè chi aiuta le persone ke escono da una setta, come l'opus dei ad es., a non uccidersi o lasciarsi morire pensando ke la propria vita sia finita, tramortiti e offesi dalle minacce di questi farisei bugiardi ke meritano la morte civile, oltre ke quella, definitiva, dello spirito. Stamattina non sono laconica, e ho anke 1 stile +ttosto acceso.... Le passioni ritornano.
June 08 DON PAOLO FARINELLA, PRETE CORAGGIOSO CHE DENUNCIA CHIESA E GOVERNO
Don Paolo Farinella lauree in Teologia Biblica e Scienze Bibliche e Archeologiche. Ha studiato lingue orientali all’Università di Gerusalemme: ebraico, aramaico, greco. I suoi ultimi libri: ” Bibbia, parole, segreti, misteri ” e ” Ritorno all’antica Messa “, sempre editore Gabrielli. La sua lettera denuncia contro i vescovi,la chiesa,gli interessi superiori,il governo,lo sfruttamento di minori,non so perche' ma difficilmente si avra' notizia di questa lettera sui vari organi ufficiali,allora facciamola girare noi....
Lettera aperta al cardinale Bagnasco
Egregio sig. Cardinale,
viviamo nella stessa città e apparteniamo alla stessa Chiesa: lei vescovo, io prete. Lei è anche capo dei vescovi italiani, dividendosi al 50% tra Genova e Roma. A Genova si dice che lei è poco presente alla vita della diocesi e probabilmente a Roma diranno lo stesso in senso inverso. E’ il destino dei commessi viaggiatori e dei cardinali a percentuale. Con questo documento pubblico, mi rivolgo al 50% del cardinale che fa il Presidente della Cei, ma anche al 50% del cardinale che fa il vescovo di Genova perché le scelte del primo interessano per caduta diretta il popolo della sua città.
Ho letto la sua prolusione alla 59a assemblea generale della Cei (24-29 maggio 2009) e anche la sua conferenza stampa del 29 maggio 2009. Mi ha colpito la delicatezza, quasi il fastidio con cui ha trattato - o meglio non ha trattato - la questione morale (o immorale?) che investe il nostro Paese a causa dei comportamenti del presidente del consiglio, ormai dimostrati in modo inequivocabile: frequentazione abituale di minorenni, spergiuro sui figli, uso della falsità come strumento di governo, pianificazione della bugia sui mass media sotto controllo, calunnia come lotta politica.
Lei e il segretario della Cei avete stemperato le parole fino a diluirle in brodino bevibile anche dalle novizie di un convento. Eppure le accuse sono gravi e le fonti certe: la moglie accusa pubblicamente il marito presidente del consiglio di «frequentare minorenni», dichiara che deve essere trattato «come un malato», lo descrive come il «drago al quale vanno offerte vergini in sacrificio». Le interviste pubblicate da un solo (sic!) quotidiano italiano nel deserto dell’omertà di tutti gli altri e da quasi tutta la stampa estera, hanno confermato, oltre ogni dubbio, che il presidente del consiglio ha mentito spudoratamente alla Nazione e continua a mentire sui suoi processi giudiziari, sull’inazione del suo governo e sulla sua pedofilia. Una sentenza di tribunale di 1° grado ha certificato che egli è corruttore di testimoni chiamati in giudizio e usa la bugia come strumento ordinario di vita e di governo. Eppure si fa vanto della morale cattolica: Dio, Patria, Famiglia. In una tv compiacente ha trasformato in suo privato in un affaire pubblico per utilizzarlo a scopi elettorali, senza alcun ritegno etico e istituzionale.
Lei, sig. Cardinale, presenta il magistero dei vescovi (e del papa) come garante della Morale, centrata sulla persona e sui valori della famiglia, eppure né lei né i vescovi avete detto una parola inequivocabile su un uomo, capo del governo, che ha portato il nostro popolo al livello più basso del degrado morale, valorizzando gli istinti di seduzione, di forza/furbizia e di egoismo individuale. I vescovi assistono allo sfacelo morale del Paese ciechi e muti, afoni, sepolti in una cortina di incenso che impedisce loro di vedere la «verità» che è la nuda «realtà». Il vostro atteggiamento è recidivo perché avete usato lo stesso innocuo linguaggio con i respingimenti degli immigrati in violazione di tutti i dettami del diritto e dell’Etica e della Dottrina sociale della Chiesa cattolica, con cui il governo è solito fare i gargarismi a vostro compiacimento e per vostra presa in giro. Avete fatto il diavolo a quattro contro le convivenze (Dico) e le tutele annesse, avete fatto fallire un referendum in nome dei supremi «principi non negoziabili» e ora non avete altro da dire se non che le vostre paroline sono «per tutti», cioè per nessuno.
Il popolo credente e diversamente credente si divide in due categorie: i disorientati e i rassegnati. I primi non capiscono perché non avete lesinato bacchettate all’integerrimo e cattolico praticante, Prof. Romano Prodi, mentre assolvete ogni immoralità di Berlusconi. Non date forse un’assoluzione previa, quando vi sforzate di precisare che in campo etico voi «parlate per tutti»? Questa espressione vuota vi permette di non nominare individualmente alcuno e di salvare la capra della morale generica (cioè l’immoralità) e i cavoli degli interessi cospicui in cui siete coinvolti: nella stessa intervista lei ha avanzato la richiesta di maggiori finanziamenti per le scuole private, ponendo da sé in relazione i due fatti. E’ forse un avvertimento che se non arrivano i finanziamenti, voi siete già pronti a scaricare il governo e l’attuale maggioranza che sta in piedi in forza del voto dei cattolici atei? Molti cominciano a lasciare la Chiesa e a devolvere l’8xmille ad altre confessioni religiose: lei sicuramente sa che le offerte alla Chiesa cattolica continuano a diminuire; deve, però, sapere che è una conseguenza diretta dell’inesistente magistero della Cei che ha mutato la profezia in diplomazia e la verità in servilismo.
I cattolici rassegnati stanno ancora peggio perché concludono che se i vescovi non condannano Berlusconi e il berlusconismo, significa che non è grave e passano sopra all’accusa di pedofilia, stili di vita sessuale con harem incorporato, metodo di governo fondato sulla falsità, sulla bugia e sull’odio dell’avversario pur di vincere a tutti i costi. I cattolici lo votano e le donne cattoliche stravedono per un modello di corruttela, le cui tv e giornali senza scrupoli deformano moralmente il nostro popolo con «modelli televisivi» ignobili, rissosi e immorali.
Agli occhi della nostra gente voi, vescovi taciturni, siete corresponsabili e complici, sia che tacciate sia che, ancora più grave, tentiate di sminuire la portata delle responsabilità personali. Il popolo ha codificato questo reato con il detto: è tanto ladro chi ruba quanto chi para il sacco. Perché parate il sacco a Berlusconi e alla sua sconcia maggioranza? Perché non alzate la voce per dire che il nostro popolo è un popolo drogato dalla tv, al 50% di proprietà personale e per l’altro 50% sotto l’influenza diretta del presidente del consiglio? Perché non dite una parola sul conflitto d’interessi che sta schiacciando la legalità e i fondamentali etici del nostro Paese? Perché continuate a fornicare con un uomo immorale che predica i valori cattolici della famiglia e poi divorzia, si risposa, divorzia ancora e si circonda di minorenni per sollazzare la sua senile svirilità? Perché non dite che con uomini simili non avete nulla da spartire come credenti, come pastori e come garanti della morale cattolica? Perché non lo avete sconfessato quando ha respinto gli immigrati, consegnandoli a morte certa? Non è lo stesso uomo che ha fatto un decreto per salvare ad ogni costo la vita vegetale di Eluana Englaro? Non siete voi gli stessi che difendete la vita «dal suo sorgere fino al suo concludersi naturale»? La vita dei neri vale meno di quella di una bianca? Fino a questo punto siete stati contaminati dall’eresia della Lega e del berlusconismo? Perché non dite che i cattolici che lo sostengono in qualsiasi modo, sono corresponsabili e complici dei suoi delitti che anche l’etica naturale condanna? Come sono lontani i tempi di Sant’Ambrogio che nel 390 impedì a Teodosio di entrare nel duomo di Milano perché «anche l’imperatore é nella Chiesa, non al disopra della Chiesa». Voi onorate un vitello d’oro.
Io e, mi creda, molti altri credenti pensiamo che lei e i vescovi avete perduto la vostra autorità e avete rinnegato il vostro magistero perché agite per interesse e non per verità. Per opportunismo, non per vangelo. Un governo dissipatore e una maggioranza, schiavi di un padrone che dispone di ingenti capitali provenienti da «mammona iniquitatis», si è reso disposto a saldarvi qualsiasi richiesta economica in base al principio che ogni uomo e istituzione hanno il loro prezzo. La promessa prevede il vostro silenzio che - è il caso di dirlo - è un silenzio d’oro? Quando il vostro silenzio non regge l’evidenza dell’ignominia dei fatti, voi, da esperti, pesate le parole e parlate a suocera perché nuora intenda, ma senza disturbarla troppo: «troncare, sopire … sopire, troncare».
Sig. Cardinale, ricorda il conte zio dei Promessi Sposi? «Veda vostra paternità; son cose, come io le dicevo, da finirsi tra di noi, da seppellirsi qui, cose che a rimestarle troppo … si fa peggio. Lei sa cosa segue: quest’urti, queste picche, principiano talvolta da una bagattella, e vanno avanti, vanno avanti… A voler trovarne il fondo, o non se ne viene a capo, o vengon fuori cent’altri imbrogli. Sopire, troncare, padre molto reverendo: troncare, sopire» (A. Manzoni, Promessi Sposi, cap. IX). Dobbiamo pensare che le accuse di pedofilia al presidente del consiglio e le bugie provate al Paese siano una «bagatella» per il cui perdono bastano «cinque Pater, Ave e Gloria»? La situazione è stata descritta in modo feroce e offensivo per voi dall’ex presidente della Repubblica, Francesco Cossiga, che voi non avete smentito: «Alla Chiesa molto importa dei comportamenti privati. Ma tra un devoto monogamo [leggi: Prodi] che contesta certe sue direttive e uno sciupa femmine che invece dà una mano concreta, la Chiesa dice bravo allo sciupa femmine. Ecclesia casta et meretrix» (La Stampa, 8-5-2009).
Mi permetta di richiamare alla sua memoria, un passo di un Padre della Chiesa, l’integerrimo sant’Ilario di Poitier, che già nel sec. IV metteva in guardia dalle lusinghe e dai regali dell’imperatore Costanzo, il Berlusconi cesarista di turno: «Noi non abbiamo più un imperatore anticristiano che ci perseguita, ma dobbiamo lottare contro un persecutore ancora più insidioso, un nemico che lusinga; non ci flagella la schiena ma ci accarezza il ventre; non ci confisca i beni (dandoci così la vita), ma ci arricchisce per darci la morte; non ci spinge verso la libertà mettendoci in carcere, ma verso la schiavitù invitandoci e onorandoci nel palazzo; non ci colpisce il corpo, ma prende possesso del cuore; non ci taglia la testa con la spada, ma ci uccide l’anima con il denaro» (Ilario di Poitiers, Contro l’imperatore Costanzo 5).
Egregio sig. Cardinale, in nome di quel Dio che lei dice di rappresentare, ci dia un saggio di profezia, un sussurro di vangelo, un lampo estivo di coerenza di fede e di credibilità. Se non può farlo il 50% di pertinenza del presidente della Cei «per interessi superiori», lo faccia almeno il 50% di competenza del vescovo di una città dove tanta, tantissima gente si sta allontanando dalla vita della Chiesa a motivo della morale elastica dei vescovi italiani, basata sul principio di opportunismo che è la negazione della verità e del tessuto connettivo della convivenza civile.
Lei ha parlato di «emergenza educativa» che è anche il tema proposto per il prossimo decennio e si è lamentato dei «modelli negativi della tv». Suppongo che lei sappia che le tv non nascono sotto l’arco di Tito, ma hanno un proprietario che è capo del governo e nella duplice veste condiziona programmi, pubblicità, economia, modelli e stili di vita, etica e comportamenti dei giovani ai quali non sa offrire altro che la prospettiva del «velinismo» o in subordine di parlamentare alle dirette dipendenze del capo che elargisce posti al parlamento come premi di fedeltà a chi si dimostra più servizievole, specialmente se donne. Dicono le cronache che il sultano abbia gongolato di fronte alla sua reazione perché temeva peggio e, se lo dice lui che è un esperto, possiamo credergli. Ora con la benedizione del vostro solletico, può continuare nella sua lasciva intraprendenza e nella tratta delle minorenni da immolare sull’altare del tempio del suo narcisismo paranoico, a beneficio del paese di Berlusconistan, come la stampa inglese ha definito l’Italia.
Egregio sig. Cardinale, possiamo sperare ancora che i vescovi esercitino il servizio della loro autorità con autorevolezza, senza alchimie a copertura dei ricchi potenti e a danno della limpidezza delle verità come insegna Giovanni Battista che all’Erode di turno grida senza paura per la sua stessa vita: «Non licet»? Al Precursore la sua parola di condanna costò la vita, mentre a voi il vostro «tacere» porta fortuna.
In attesa di un suo riscontro porgo distinti saluti.
Genova 31 maggio 2009
Paolo Farinella, prete
di Paolo Farinella - da domani.arcoiris.tv
Trovata su Facebook June 05 Torno dall'università quasi in lacrime, e non m era mai successo. Vedere l'esame ke devo dare è stato csì terribile? Affatto! Stavo semplicmente morendo di allergia, accidenti! Dopo qualche minuto in biblioteca al dip. d latino, mi accorgo che comincio a lacrimare, il naso si kiude e mi brucia la gola.... ARGH!!!!! Pensa quando toccherà a me.... a quale dio romano del raffreddore devo votarmi xkè mi dia fiato x dare senso AL MIO ULTIMO ESAME, o almeno all'ultimo da laureanda???
C'era una ragazza che battezzava oggi la sua specialistica, e io pensavo sorridendo (e starnutendo e tossendo!) alla mia FINE. Si, m piace l'idea d finire cn qsta prof, è una persona gentile, malgrado la materia sia davvero astrusa, soprattutto considerando ke 1) non ho potuto seguire 2) io lì dentro sn sempre stata una specie di infiltrata, provenendo da Storia, e mi sn sempre sentita tale di fronte a gente ke ha anni di esperienza sui testi classici. Ancora una volta ho sentito questa pazzia ke mi agita: perkè sn qui? m kiedo ogni volta ke traduco, ke mi applico a questo qualcosa in +.... come sn finita a latino? io ke avevo detto: MAI! Mah.... sarà forse ke le strade sn strette - la prof m diceva ke hanno cancellato i dottorati anke lì!!!! - E io a dolermi della mia Storia..... e da lì ovviamente i pensieri sn andati lontano, a kiedermi cosa devo fare esattamente dopo ke avrò discusso gli atti notarili di Citella, a dicembre.
Milleeuno pensieri in testa ("potevi fare così così così, e invece ha sprecato tutto".... o cmq giù di lì), ma una sola certezza: in ogni piccola cosa ci sto mettendo tutto, anke se non nego che il prezzo di questo allargamento di prospettive imprevisto, di questo desiderio personale di nuotare nell'oceano fuoriuscendo dal mio mare di pertinenza, mi sta costando molto tempo ed energie. E io, come di consueto, non mi perdono la minima sbavatura.
Ma la mia Fede nel significato supremo e postivo delle cose mi fa guardare al Tutto con fiducia: ci sarà la mia strada fra le altre, e non importa se ora mi sento così... smarrita, anke se profondissimamente fingo di no.
La satira, impietosamente, mi aspetta. Rimetto i guantoni del cervello.... io non mi do mai per vinta!!!! ^^ May 31
"Si è accollato le nostre colpe,
è stato ferito dai nostri peccati,
ma lui afflitto non ha aperto bocca.
Disprezzato e abbandonato da tutti,
ha camminato senza resistere,
come l'agnello che si conduce al macello"
da
L'ULTIMA TENTAZIONE DI CRISTO
di M. Scorsese,
Gesù sulle parole di Isaia
che lo annunciano
May 26 "Un processo di guarigione è bello da vedere. Somiglia al mutare delle stagioni. Le stagioni non cambiano mai in meglio. Semplicemente, seguendo un corso naturale, le foglie cadono e ricrescono, il cielo si fa più azzurro e più profondo.
Allo stesso modo, si può stare talmente male da pensare che sia la fine del mondo, ma quando questa condizione comincia gradualmente a cambiare, senza che sia successo qualcosa di particolarmente buono, avvertiamo una forza enorme.
Improvvisamente le cose da mangiare riacquistano sapore, e da un momento all'altro ci accorgiamo di aver ritrovato il sonno: se uno ci pensa, è una cosa straordinaria. La sofferenza, seguendo lo stesso percorso per cui era venuta, scompare con noncuranza.
[...]
Si può essere confinati in una stanza all'interno di un grattacielo senza vedere montagne né fiumi né mare, ma finché nel nostro corpo scorre il sangue, l'uomo vive immerso in un flusso che è uguale a quello della sua natura."
Honeymoon
B. Yoshimoto
pp. 77-78
May 24
Faccio il test su FB del tarocchi, e mi esce LA MORTE cn qsta definizione 'perfetta' del mio essere:
La Morte Va tutto bene, ora calmati. E' la carta della trasformazione e del movimento, il necessario abbandono del passato per accedere a un futuro pieno di promesse. Nella tua vita hai affrontato situazioni pesanti e difficili, nelle quali hai visto crollare le tue illusioni. E' stato necessario chiudere col passato, troncare legami, abitudini, situazioni, ormai divenuti rami secchi. Ma tu riesci a evolvere in modo inarrestabile davanti alle difficoltà. Riesci sempre a fare un salto di qualità, anche se non ti senti preparato. Hai spesso in mente nuovi progetti, nuove idee, nuove circostanze, nuova vita, naturalmente col suo prezzo da pagare: tutto segue la logica del passaggio e della rinascita e se una sconfitta c'è stata, deve essere accettata per l'utile lezione che porta con sé. Devi sapere trarre insegnamento da ogni tuo passo. La forza evidentemente non ti manca. Sei una persona molto riflessiva e analitica; a volte ti perdi nella gravità dei tuoi pensieri, per poi tornare a sorridere non appena qualcuno ti si affianca con gentilezza e rispetto.
....sono io!!!!! ho sempre saputo di avere in me un legame stretto con la morte, ma non alludo a niente di lugubre: parafrasando 'Nicce', "bisogna avere un pizzico di morte in sè per poter evolevere, cambiare, rinascere senza pesi... e dare la'vita' ^^, in questo gioco di equilibri che è il nostro esistere".
May 23
Per cominciare il viaggio
May 22 Sergio Leone
è un poeta.
E Clint Eastwood...
beh....
oggi è un grande regista e attore,
ma 30 anni fa era
qualcosa che mi ruba il sonno!!! ^^
May 20 ke nn è il corso di tecnologia e didattica delle lingue bensì la TEOLOGIA DELLA LIBERAZIONE. Leggendo Pinotti, e disprezzando sempre + l'Opus Dei e il 'suo mondo similare' di inganni, finanza e stupidità finta bontà-spiritualità, m sn imbattuta in qsto movimento. E ovv m sn subito catapultata dal letto al pc a cercare, xkè nn posso sopportare di non sapere una cosa ke mi 'intriga' tanto. E + leggo, + m affascina e m sento parte, finalmente, forse, di 1 pezzo di kiesa ke infatti, è mezza scomunicata, x semplificare il concetto 
da Wikipedia:
Teologia della liberazione
La Teologia della Liberazione (spesso abbreviata con TdL) è una discussa riflessione teologica iniziata in America latina con la riunione del Consiglio Episcopale Latinoamericano (CELAM) di Medellín (Colombia) del 1968, dopo il Concilio Vaticano II, che tende a porre in evidenza i valori di emancipazione sociale e politica presenti nel messaggio cristiano.
Tra i principali protagonisti che iniziarono questa corrente di pensiero vi furono i sacerdoti Gustavo Gutiérrez (peruviano), Hélder Câmara e Leonardo Boff (brasiliani). Il termine venne coniato dallo stesso Gutiérrez nel 1973 con la pubblicazione del libro Teologia della Liberazione (titolo originale spagnolo: Historia, Política y Salvación de una Teología de Liberación).
[...]
Origini e princìpi ispiratori
Il contesto storico in cui nacque e prese piede la Teologia della Liberazione è quello del diffondersi delle dittature militari e dei regimi repressivi, che determinarono lo sviluppo dell'impegno di alcuni teologi nell'elaborare proposte sempre più radicali per far fronte all'aggravarsi della crisi politica e sociale latinoamericana. Durante la CELAM del 1968 i rappresentanti della gerarchia ecclesiastica sudamericana presero posizione in favore delle popolazioni più diseredate e delle loro lotte, pronunciandosi per una chiesa popolare e socialmente attiva.
Iniziarono ad avere notevole diffusione in tutti i paesi le comunità ecclesiali di base (CEB), nuclei ecumenici impegnati a vivere e diffondere una fede attivamente partecipativa dei problemi della società: in Brasile ne nacquero circa 100.000, grazie anche al cardinale di San Paolo Paulo Evaristo Arns e al vescovo Camara; in Nicaragua numerosi cattolici, sacerdoti e laici, presero parte alla lotta armata contro la dittatura di Somoza e in seguito diversi sacerdoti, come Ernesto Cardenal e Miguel D'Escoto entrarono a far parte del governo sandinista.
Durante la terza riunione della CELAM del 1979 a Puebla (Messico), furono riaffermati e sviluppati i princìpi di Medellín, ma si evidenziò l'emergere di una forte opposizione da parte di settori conservatori della gerarchia ecclesiastica alle tesi della Teologia della Liberazione, che andò rafforzandosi negli anni ottanta con il papato di Giovanni Paolo II in cui gli ideologi ed i protagonisti della Teologia della Liberazione furono progressivamente allontanati dai vertici della gerarchia, come avvenne per Leonardo Boff che subì diversi processi ecclesiastici per poi abbandonare, nel 1992, l'ordine francescano.
[...]
Le tappe principali dello sviluppo della Teologia della Liberazione
La tematica della liberazione affonda le sue radici nel Concilio Vaticano II, da molti riconosciuto come inizio della riscoperta di una Chiesa popolare. In esso, dall'esperienza dei vescovi e dei teologi che avevano promosso la redazione della Gaudium et Spes, il cosiddetto "Schema XIII", si dibatte sulla povertà della Chiesa e sulla sua solidarietà con le situazioni di oppressione; esperienza che era propria delle Chiese del cosiddetto "Terzo Mondo", allora in pieno fermento sociale e politico. Traccia di questo dibattito si trova nel libro "I poveri, Gesù e la Chiesa" (originale francese: Les Pauvres, Jésus et l'Église), che il prete Paul Gauthier pubblica nel 1963; in America Latina, il testo ha un grande impatto, e lo stesso Gustavo Gutièrrez ne trova ispirazione per il suo "Teologia della Liberazione".
Nell'agosto del 1975, si tiene il congresso teologico del Messico, cui partecipano più di settecento specialisti, attorno al tema "Liberazione e cattività". Nel 1976, il francescano brasiliano Leonardo Boff pubblica, dopo quell'incontro, il libro "Teologia della cattività e della liberazione" (originale portoghese: Teologia do Cativeiro e da Libertação).
Insieme alla discussione dei teologi, è l'intero episcopato ad assumersi il compito di essere al fianco delle lotte di liberazione del popolo. Dopo la conferenza di Medellin (1968), nel 1979, durante la III conferenza generale della CELAM, a Puebla, i vescovi definiscono il concetto di opzione preferenziale dei poveri.
Elementi centrali della Teologia della Liberazione
Fra le tesi di questa teologia vi sono:
- La liberazione è conseguenza della presa di coscienza della realtà socioeconomica latinoamericana.
- La situazione attuale della maggioranza dei latinoamericani contraddice il disegno divino e la povertà è un peccato sociale.
- La salvezza cristiana include una "liberazione integrale" dell'uomo e raggruppa per questo anche la liberazione economica, politica, sociale e ideologica, come visibili segni della dignità umana.
- Non vi sono solo peccatori, ma anche persecutori che opprimono e vittime del peccato che richiedono giustizia.
Fra gli impegni teorici e operativi che conseguono dalle tesi vi sono:
- Costante riflessione dell’uomo su se stesso per renderlo creativo a suo vantaggio e a quello della società in cui vive.
- Prendere coscienza della forte disuguaglianza sociale tra società opulente e popoli votati alla miseria, ponendosi al fianco dei poveri, che sono le membra sofferenti del corpo crocifisso di Cristo, senza avallare perciò tesi che si avvicinino ad un cristianesimo classista e rivoluzionario. la rivoluzione del vangelo è l'amore, non la lotta. La giustizia sociale è sorella della carità.
- Rivendicare la democrazia approfondendo la presa di coscienza delle popolazioni riguardo i loro veri nemici, per trasformare l’attuale sistema sociale ed economico.
- Eliminare la povertà, la mancanza di opportunità e le ingiustizie sociali, garantendo l’accesso all’istruzione, alla sanità, ecc.
- Creare un uomo nuovo, come condizione indispensabile per assicurare il successo delle trasformazioni sociali. L’uomo solidale e creativo deve essere il motore dell’attività umana in contrapposizione alla mentalità capitalista della speculazione e della logica del profitto.
- Libera accettazione della dottrina evangelica, ossia procurare innanzi tutto condizioni di vita dignitose e poi, se la persona lo vuole, perseguire l’attività pastorale, diversamente da prima, in cui finché le missioni cristiane sfamavano le persone, allora queste si dichiaravano cristiane.
La condanna e la riscoperta da parte del Vaticano
La reazione da parte della Santa Sede fu da subito drastica: già in uno dei suoi primi viaggi apostolici in Messico, nel gennaio del 1979, papa Giovanni Paolo II dichiarò che «la concezione di Cristo come una figura politica, un rivoluzionario (...) non è compatibile con gli insegnamenti delle Chiesa».
Lo stesso papa sollecitò dalla Congregazione per la dottrina della fede, presieduta dal cardinale Joseph Ratzinger due studi sulla Teologia della Liberazione: Libertatis Nuntius (1984) e Libertatis Conscientia (1986). In entrambi, si considerava, in sostanza, che nonostante la vicinanza della Chiesa cattolica ai poveri, la tendenza della Teologia della Liberazione ad accettare postulati marxisti e di altre ideologie politiche non era compatibile con la dottrina sociale della Chiesa cattolica, specialmente nell’assunto in cui quella teologia sosteneva che la redenzione fosse ottenibile attraverso un compromesso con le esigenze di riscatto sociale dei poveri.
Tali giudizi fortemente critici e la forte pressione dei settori conservatori della Chiesa, come l'Opus Dei, spinsero verso la negazione di un appoggio della Santa Sede richiesto da monsignor Oscar Romero, anche se poi lo stesso papa Giovanni Paolo II, ha riconosciuto che la Teologia della Liberazione ha avuto un ruolo «buono, utile e necessario» per la difesa dei poveri, in una lettera rivolta alla Conferenza Episcopale Brasiliana. Egli stesso assume, nel suo magistero sociale, come nella Centesimus annus, la tematica della liberazione come compito della Chiesa del nostro tempo.
Inoltre, nel documento L'interpretazione della Bibbia nella Chiesa, pubblicato dalla Pontificia Commissione Biblica nel 1993, l'approccio ermeneutico della TdL nella lettura delle Sacre Scritture (e, con esso, ogni approccio "contestuale", come quello femminista, ad esempio), viene riconosciuto importante per una comprensione più adeguata del Vangelo.
La Teologia della Liberazione oggi
Da subito, la Teologia della Liberazione ha ripreso, pur fuori dalla Chiesa, la centralità della beatitudine dei poveri, proclamata nel Vangelo e nella tradizione ecclesiale, coniugandola con il processo di liberazione dalla povertà tramite la trasformazione sociale e politica. In seguito, nella Teologia della Liberazione sono stati gli stessi poveri a divenire protagonisti del proprio affrancamento dall'oppressione, sia nella pratica (la "teologia prima"), sia nella riflessione teorica (definita "teologia seconda", cioè conseguente alla prassi). Alla riflessione, si aggiunge la denuncia dell'economia di mercato e l'alienazione che il capitalismo causa a milioni di persone nel mondo.
Oggi, grazie soprattutto al contributo di Leonardo Boff e dei suoi numerosi libri come: "Ecologia, mondialità, mistica", o l'ultimo: "Spiritualità per un altro mondo possibile" la Teologia della Liberazione ha sviluppato un filone nuovo, scoprendo lo stretto legame cosmico e mistico di necessaria interdipendenza tra solidarietà che gli esseri umani sono chiamati ad avere tra loro e quella che devono avere con la natura, nell'aut aut tra homo sapiens e homo demens. Ossia come riscoperta dell'ambiente e di una rinnovata cura ecologica, e ha sposato le tesi e l'azione del movimento altermondialista (detto anche "no-global"), in cui alla contestazione del neoliberismo si aggiunge la promozione della pace fondata sulla giustizia e la richiesta di una partecipazione democratica efficace da parte dei movimenti di base.
In ambito extraecclesiale - a seguito degli scontri più forti tra la gerarchia della Chiesa e il movimento della Teologia della Liberazione - si è giunti a sposare le tesi della teologia radicale e politica, europea e statunitense, unendosi quindi nella richiesta di una reale partecipazione dei laici e delle donne alla vita e alla guida della Chiesa, al decentramento del potere ecclesiale e all'inculturazione del Vangelo nelle Chiese e nelle tradizioni locali, al macroecumenismo (condivisione di riflessione e impegno allargata, cioè, alle grandi religioni mondiali), al pluralismo nelle questioni riguardanti la salvezza, in cui il ruolo di Gesù Cristo, pur non marginalizzato, non risulti più esclusivo delle altre esperienze religiose umane.
Il 13 ottobre 2006 Benedetto XVI ha promulgato una Notificazione (pubblicata il 14 marzo 2007), che condanna come "erronee e pericolose" alcune tesi espresse dal teologo della liberazione Jon Sobrino, gesuita basco emigrato nel Salvador, nei suoi due libri Jesucristo liberador. Lectura histórico-teológica de Jesús de Nazaret, del 1991, e La fe en Jesucristo. Ensayo desde las víctimas, del 1999, che hanno avuto grande diffusione in America Latina e non solo. Una delle accuse principali è di aver eletto i poveri a "luogo teologico fondamentale" – cioè a principale fonte di conoscenza –, al posto della "fede apostolica trasmessa attraverso la Chiesa a tutte le generazioni". May 19 Mentre l'influenza (al 90% reaz allergica) mi sommerge, e maledico ogni centimetro di polvere ke mi sta strozzando a letto...... il malditesta il secondo giorno mi abbandona ^^, e leggo. M reimmergo ne mio amato Corpus Hermeticum....
"[...] 20 Guarda che grande potere, che immensa velocità possiedi. E allora, se tu puoi fare queste cose, non potrà farle Dio? Concepisci, dunque, Dio in questo modo: esso contiene in sé tutti gli esseri sotto forma di idee: il mondo, se stesso, il Tutto. Se, dunque, non ti rendi uguale a Dio, non puoi concepire Dio; il simile, infatti, è intelligibile solo da parte del simile. Accresci te stesso in modo corrispondente alla grandezza senza misura, balzando ben lontano da ogni corpo; innalzandoti al di sopra di ogni tempo, divieni Eternità, e comprenderai Dio. Una volta stabilito che nulla ti è impossibile, considerati immortale e capace di comprendere ogni cosa, ogni arte, ogni scienza, il carattere di ogni vivente. Divieni più elevato di ogni altezza, e più profondo di ogni abisso; raccogli in te stesso tutte le sensazioni delle creature, del fuoco, dell'acqua, del secco e dell'umido, immaginando di essere dovunque: sulla terra, nel mare, in cielo; fà conto di non essere ancora nato, di essere nel grembo materno, giovane, anziano, o di essere già morto, e immagina le cose che vengono dopo la morte. E, concependo tutte queste cose al contempo, tempi, luoghi, cose, qualità, quantità, tu puoi comprendere Dio.
21 Se invece rinchiuderai l'anima nel corpo e la umilierai, e dirai: "Io non concepisco niente, non posso niente, ho paura del mare, non posso salire fino al cielo, non so chi ero, non so chi sarò", che hai a che fare tu con Dio? Tu non potrai infatti concepire nessuna delle cose belle e buone, fintanto che ami il tuo corpo e che sei cattivo. Infatti, il vizio più completo è ignorare la divinità. Invece, essere in grado di conoscere, volerlo e sperarlo, è la strada che porta direttamente al Bene, ed è una strada facile. Durante il tuo cammino, ti si presenterà dappertutto, e si offrirà dovunque alla vista, anche dove e quando non te lo aspetti, quando sarai sveglio, quando starai riposando, quando starai navigando (! ;P) e quando starai camminando, di notte, di giorno, quando starai parlando e quando rimarrai in silenzio. Non c'è nulla infatti che esso non sia.
22 Eppure tu dici: "Dio è invisibile"? Non dire sciocchezze. Chi è più evidente di lui? Precisamente per questo ha creato tutte le cose: perchè tu possa vederlo attraverso tutti gli esseri. Questo è il bene di Dio; questa è la sua possente virtù: manifestarsi attraverso tutte le creature. Nulla infatti è invisibile, nemmeno tra gli incorporei. L'intelletto si rende visibile nel pensare, Dio nel creare.
Queste cose ti siano rivelate fino a questo punto, o Trismegisto; tutte le altre, considerale da te stesso similmente, e non sarai ingannato."
Corpus Hermeticum, tratt. XI, 21-22 May 15 Ci sono giorni come questo che sto vivendo, che cominciano male. Allora accetto l'avversità del giorno e cerco di distendere l'anima attraverso l'Arte, un'Arte. Il cinema oggi mi ha regalato una perla speciale. Erano anni che, senza sapere cosa fosse, inseguivo questo film olandese, L'ALBERO DI ANTONIA. Adesso so. E credo di non avere ancora parole compiute per esprimere le emozioni e la Bellezza che questa pellicola ha suscitato in me. Qui c'è tutto: la vita, la morte e il durante, il senso del tutto, espresso con poesia, dolore e infinito, grandissimo, Amore che pervade l'intera storia. Una storia di donne, ma non solo.... una storia educativa, nel suo significato più alto e universale: qualcosa che ci mostra come tutti i reticoli culturali e i condizionamenti antropologici siano nulli, di fronte alla pienezza dell'Amore vero.
"Nessuno muore completamente.
C'è sempre qualcosa che rimane, e questo qualcosa
continua a viaggiare e a far nascere altro."
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